martedì 2 giugno 2015

l'oro olimpico Bruce Jenner cambia sesso

Bruce Jenner, 65enne decatleta a stelle e strisce che ha conquistato l’oro alle olimpiadi di Montreal del 1976, adesso è una donna. Lo sportivo aveva già annunciato, un anno fa, la volontà di cambiare sesso. E adesso parla per la prima volta dopo l’operazione che ha messo fine al suo percorso. “Call me Caitlyn” è il titolo in copertina dell’ultimo numero di Vanity Fair, in uscita a luglio negli Stati Uniti. Chiamatela Caitlyn quindi e non più Bruce.





Jenner è stata intervistata dal premio Pulitzer Buzz Bissinge, mentre le foto sono di Annie Leibovitz. Sul sito di Vanity Fair è già apparso l’articolo, mentre per vedere le altre foto sarà necessario aspettare il mese di luglio. “Bruce ha sempre dovuto dire una bugia”, ha detto l’ex atleta, “Caytlin non ha alcun segreto. Appena la copertina sarà in edicola, sarò libera”.
A Bissinge, Jenner ha anche raccontato di aver avuto un attacco di panico il giorno dopo un intervento al volto: “Pensavo sarebbe durato appena 5 ore, invece ha richiesto il doppio del tempo. Il giorno dopo, al risveglio mi sono chiesta: ‘che cos’ho fatto?’ A quel punto è venuto a casa mia un consulente del Los Angeles gender center e mi ha rassicurato, dicendomi che spesso simili reazioni sono indotte dagli antidolorifici”.

Nell’intervista Jenner, che è il patrigno di Kim Kardashianavendo sposato in terze nozze la madre di lei, ha parlato anche della sua famiglia e dei suoi affetti. Burt e Cassandra Jenner, figli del primo matrimonio che ora hanno 36 e 34 anni, hanno detto che la questione della transizione di genere per loro è un “non problema”. Quando Caitlyn ha mostrato il seno nuovo a Burt, lui ha però reagito così: “Ehi, sono ancora tuo figlio”. I figli di Jenner comunque, si sono rifiutati di partecipare al docu-reality in cui l’ex atleta ha fatto riprendere tutta la sua transizione.
Caitlyn infine, ha duramente ribattuto a chi la ha accusata di cercare pubblicità a basso prezzo: “Non lo faccio per soldi, lo sto facendo per aiutare gli altri, i 700mila transgender statunitensi che possono riconoscersi nella mia storia. Se posso anche ricavarci qualche dollaro, non sono stupida, ho anch’io il mutuo e le bollette da pagare. Ma non si cambia genere per uno show televisivo”.

fonte:http://www.ilfattoquotidiano.it/

anche i tifosi di calcio impediscono il pride a Mosca


MOSCA - Mosca nemmeno quest'anno ha avuto il suo gay pride: niente da fare per gli omosessuali russi che hanno tentato una manifestazione a sostegno dei diritti dei gay, ma il loro coraggioso tentativo si è concluso con scontri e una quindicina di arresti.

Una settimana fa il sindaco della capitale aveva negato agli attivisti il permesso di manifestare e il suo portavoce aveva avvertito che chi avesse ignorato il divieto avrebbe corso dei rischi. La magistratura aveva successivamente confermato il drastico 'niet'.
Coalizzati nel segno dell'omofobia: polizotti in assetto anti-sommossa, militanti nazionalisti in tuta mimetica, estremisti religiosi e tifosi di calcio, hanno impedito lo svolgimento di una parata in stile Gay Pride che i promotori intendevano far tenere nel cuore di Mosca, in via Tsverkaja, a pochi passi dal palazzo dell'ex Mossovet, dove ora hanno sede gli uffici del sindaco.




"Siamo stati arrestati e picchiati al 10° Gay Pride di Mosca", ha denunciato su Twitter Nikolai Alexeiev, noto attivista per i diritti gay. Non si sa dove i 15 arrestati, riferisce l'agenzia di stampa Interfax, siano stati portati e dove siano ora detenuti. Dal 2006 gli omosessuali non hanno mai ottenuto il diritto di manifestare a Mosca e tutte le loro iniziative sono state disperse con la forza dalla polizia.


A metà del 2013 poi la Russia ha adottato una controversa legge federale che vieta la "propaganda" dell'omosessualità fra i minori, inpedendo così di fatto qualunque manifestazione in difesa dei diritti delle minoranze sessuali. L'anno scorso gli attivisti ci avevano provato comunque, sempre davanti al comune di Mosca. Erano meno di quest'anno e in carcere erano finite due donne, bloccate dalla polizia e caricate su un cellulare dopo aver srotolato uno striscione con i colori dell'arcobaleno, simbolo internazionale della comunità Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender).

fonte: http://www.repubblica.it/


mercoledì 27 maggio 2015

Presunto rischio per i prossimi due Mondiali Omofobi

E' notizia di oggi di un nuovo terremoto che riguarda il calcio, stavolta però coinvolge la FIFA e con essa dunque tutto il calcio mondiale. Ci sono stati arresti negli USA e lo stesso Blatter , la figura principale del calcio nel mondo (essendo residente della FIFA) pare sia indagato.
Le accuse sarebbero le assegnazioni corrotte dei diritti TV e dei Mondiali di calcio. Ovviamente su queste assegnazioni girano normi somme di denaro.



Gli ultimi due mondiali sono stati assegnati a due paesi anti gay, ovvero nel 2018 alla Russia e nel 2022 al Qatar. Ci sono state tante polemiche su queste assegnazioni, con Putin che contntinua la sua campagna omofoba e Robbie Rogers che si è lamentato con la FIFA perchè non si sente tutelato e con esso non vengono tutelati neanche i tifosi di calcio gay. Lo stesso ministro del Qatar aveva dichiarato che per i mondiali del 2022 è meglio che i tifosi gay restino a guardare la tv a casa.

Anton Hysen è ancora single : "sono troppo selettivo"

Rimane single il bel calciatore svedese, uno dei primi a fare coming out nel calcio e il primo in assoluto a farlo mentre giocava, nonostante il suo non è  un calcio di altissimo livello, in patria continua a far parlare di se. L'ennesima partecipazione a programmi tv di ballo ha reso in Norvegia Hysen una vera star.



"l'ultima relazione che ho avuto risale a tre mesi fa" dice Hysen. "Non riesco a trovare qualcuno che mi interessi veramente. Non amo i ragazzi fini e curati ma quelli più rudi e ruvidi ma che comunque devono essere gentili". Hysen ha continuato dicendo che la sua storia più lunga è durata un anno e mezzo e che non riesce a trovare il suo tipo nonostante e tantissimi corteggiatori. "sono troppo selettivo, per questo non trovo mai qualcuno giusto per me".

tutte le foto di Hysen in calciatori e sportivi hot 


martedì 26 maggio 2015

Dal coming out di Hitzlspelger non è cambiato nulla

A fine Aprile un volontario della QFF ovvero della Queer football fanclub (associazioni di tifosi gay di calcio in Germania e non solo)  ha denunciato come dal coming out di Thomas Hitzlspelger non è ancora cambiato nulla nel calcio.


Il coming out è avvenuto l'8 Gennaio del 2014 e subito dopo i media tedeschi ed europei hanno esaltato la notizia e c'è stato un grosso interesse sull'omofobia nel calcio e ad incentivare i calciatori professionisti a non nascondere la propria omosessualità. Anche in Italia la notizia ha avuto un forte impatto visto che il calciatore ha militato , se pur non brillando, nella Lazio.


Drirk Brullau, il volontario della QFF afferma come l'omofobia può essere portata anche sotto il cappello, con forme di discriminazioni gentili.