giovedì 4 giugno 2015
-2 alla finale Champions (oltre lo sport c'è di più)
Mancano solo due giorni all'attesissima finale Champions tra Juventus e Barcellona. Oggi propongo le foto hot di due attaccanti che si sino riveati due tra i principali protagonisti della competizione. Grazie a Morata infatti la Juve è riuscita ha fare fuore il galattico Real Madrid nella doppia semifinale. Mentre dall'altra parte c'è il giocatore più forte al mondo, la pulce, ovvero Leon Messi.
mercoledì 3 giugno 2015
Arriva la conferma: i due mondiali omofobi sono a rischio
Lo avevo già ipotizzato qualche giorno fa, ancora prima delle dimissioni di Blatter, quando uscì l'illecito sulle assegnazione degli ultimi due mondiali in Russia e Qatar.
A parlarne è Eurosport che addirittura già ipotizza una nuova riassegnazione:
Ora che però Blatter si è dimesso, evidentemente il marcio sollevato dal suo infinito mandato è andato di traverso anche a lui, ecco che tutto torna in discussione. Oltre al nuovo organigramma della FIFA, le cui teste cadono come le foglie in autunno, da capire c’è anche la questioneMondiali. Perché in effetti ha poco senso procedere con Russia e Qatar Paesi ospitanti quando è formalmente stato appurato che le loro candidature sono state spinte e promosse da favori fin troppo evidenti.
A chiarire meglio di ogni nostra parola la situazione ci sono le parole del presidente della FA, Greg Dyke, che oltre a dirsi particolarmente soddisfatto dell’uscita di scena di Blatter, ha lanciato più di un dubbio sull’effettiva possibilità che i Mondiali del 2018 e del 2022 si disputino in Russia e in Qatar: “Le dimissioni di Blatter sono un’eccellente notizia, un bene per il calcio mondiale. Questo è l’inizio di una fase nuova. Ora possiamo tornare indietro e riparlare di questi due ultimi Mondiali. Se fossi il Qatar non mi sentirei tranquillo…”.
Ovviamente la notizia ci fa solo piacere visto che i due paesi sono molto omofobi e il Qatar aveva addirittura invitato i tifosi gay a restarsene a casa e vedere le partite in TV.
martedì 2 giugno 2015
-4 alla finale Champions (oltre l'evento sportivo c'è di più)
E' innegabile che la finale Champions è la partita dell'anno, paragonabile ala superball americano. E' la partita delle partite e l'evento che tiene incollato mezzo mondo allo scherma. Il giro di soldi è mostruoso, passando dai diritti tv, ai milioni vinti dalla squadra vincitrice.
Come tutti sapranno, quest'anno in finale torna un club italiano dopo 5 anni di assenza. a contendersi il più prestigioso dei trofei che incorona il club campione d'Europa saranno lo stratosferico Barcellona e la Juventus.
Sono stati tanti tante le parole scritte e tantissime ancora se ne scriveranno su questa partita.Togliamo dunque l'evento sportivo e tutto il denaro che gira intorno e concentriamoci sull'ormone. Perchè nella finale ci saranno alcuni dei calciatori considerati sex simbol e di certo non passeranno inosservato per gli omosessuali.
Iniziamo con due difensori, uno italianissimo e uno spagnolo: Bonucci e Piquè
Come tutti sapranno, quest'anno in finale torna un club italiano dopo 5 anni di assenza. a contendersi il più prestigioso dei trofei che incorona il club campione d'Europa saranno lo stratosferico Barcellona e la Juventus.
Sono stati tanti tante le parole scritte e tantissime ancora se ne scriveranno su questa partita.Togliamo dunque l'evento sportivo e tutto il denaro che gira intorno e concentriamoci sull'ormone. Perchè nella finale ci saranno alcuni dei calciatori considerati sex simbol e di certo non passeranno inosservato per gli omosessuali.
Iniziamo con due difensori, uno italianissimo e uno spagnolo: Bonucci e Piquè
l'oro olimpico Bruce Jenner cambia sesso
Bruce Jenner, 65enne decatleta a stelle e strisce che ha conquistato l’oro alle olimpiadi di Montreal del 1976, adesso è una donna. Lo sportivo aveva già annunciato, un anno fa, la volontà di cambiare sesso. E adesso parla per la prima volta dopo l’operazione che ha messo fine al suo percorso. “Call me Caitlyn” è il titolo in copertina dell’ultimo numero di Vanity Fair, in uscita a luglio negli Stati Uniti. Chiamatela Caitlyn quindi e non più Bruce.
Jenner è stata intervistata dal premio Pulitzer Buzz Bissinge, mentre le foto sono di Annie Leibovitz. Sul sito di Vanity Fair è già apparso l’articolo, mentre per vedere le altre foto sarà necessario aspettare il mese di luglio. “Bruce ha sempre dovuto dire una bugia”, ha detto l’ex atleta, “Caytlin non ha alcun segreto. Appena la copertina sarà in edicola, sarò libera”.
A Bissinge, Jenner ha anche raccontato di aver avuto un attacco di panico il giorno dopo un intervento al volto: “Pensavo sarebbe durato appena 5 ore, invece ha richiesto il doppio del tempo. Il giorno dopo, al risveglio mi sono chiesta: ‘che cos’ho fatto?’ A quel punto è venuto a casa mia un consulente del Los Angeles gender center e mi ha rassicurato, dicendomi che spesso simili reazioni sono indotte dagli antidolorifici”.
Nell’intervista Jenner, che è il patrigno di Kim Kardashianavendo sposato in terze nozze la madre di lei, ha parlato anche della sua famiglia e dei suoi affetti. Burt e Cassandra Jenner, figli del primo matrimonio che ora hanno 36 e 34 anni, hanno detto che la questione della transizione di genere per loro è un “non problema”. Quando Caitlyn ha mostrato il seno nuovo a Burt, lui ha però reagito così: “Ehi, sono ancora tuo figlio”. I figli di Jenner comunque, si sono rifiutati di partecipare al docu-reality in cui l’ex atleta ha fatto riprendere tutta la sua transizione.
Caitlyn infine, ha duramente ribattuto a chi la ha accusata di cercare pubblicità a basso prezzo: “Non lo faccio per soldi, lo sto facendo per aiutare gli altri, i 700mila transgender statunitensi che possono riconoscersi nella mia storia. Se posso anche ricavarci qualche dollaro, non sono stupida, ho anch’io il mutuo e le bollette da pagare. Ma non si cambia genere per uno show televisivo”.
fonte:http://www.ilfattoquotidiano.it/
fonte:http://www.ilfattoquotidiano.it/
anche i tifosi di calcio impediscono il pride a Mosca
MOSCA - Mosca nemmeno quest'anno ha avuto il suo gay pride: niente da fare per gli omosessuali russi che hanno tentato una manifestazione a sostegno dei diritti dei gay, ma il loro coraggioso tentativo si è concluso con scontri e una quindicina di arresti.
Una settimana fa il sindaco della capitale aveva negato agli attivisti il permesso di manifestare e il suo portavoce aveva avvertito che chi avesse ignorato il divieto avrebbe corso dei rischi. La magistratura aveva successivamente confermato il drastico 'niet'.
Coalizzati nel segno dell'omofobia: polizotti in assetto anti-sommossa, militanti nazionalisti in tuta mimetica, estremisti religiosi e tifosi di calcio, hanno impedito lo svolgimento di una parata in stile Gay Pride che i promotori intendevano far tenere nel cuore di Mosca, in via Tsverkaja, a pochi passi dal palazzo dell'ex Mossovet, dove ora hanno sede gli uffici del sindaco.
Una settimana fa il sindaco della capitale aveva negato agli attivisti il permesso di manifestare e il suo portavoce aveva avvertito che chi avesse ignorato il divieto avrebbe corso dei rischi. La magistratura aveva successivamente confermato il drastico 'niet'.
Coalizzati nel segno dell'omofobia: polizotti in assetto anti-sommossa, militanti nazionalisti in tuta mimetica, estremisti religiosi e tifosi di calcio, hanno impedito lo svolgimento di una parata in stile Gay Pride che i promotori intendevano far tenere nel cuore di Mosca, in via Tsverkaja, a pochi passi dal palazzo dell'ex Mossovet, dove ora hanno sede gli uffici del sindaco.
"Siamo stati arrestati e picchiati al 10° Gay Pride di Mosca", ha denunciato su Twitter Nikolai Alexeiev, noto attivista per i diritti gay. Non si sa dove i 15 arrestati, riferisce l'agenzia di stampa Interfax, siano stati portati e dove siano ora detenuti. Dal 2006 gli omosessuali non hanno mai ottenuto il diritto di manifestare a Mosca e tutte le loro iniziative sono state disperse con la forza dalla polizia.
A metà del 2013 poi la Russia ha adottato una controversa legge federale che vieta la "propaganda" dell'omosessualità fra i minori, inpedendo così di fatto qualunque manifestazione in difesa dei diritti delle minoranze sessuali. L'anno scorso gli attivisti ci avevano provato comunque, sempre davanti al comune di Mosca. Erano meno di quest'anno e in carcere erano finite due donne, bloccate dalla polizia e caricate su un cellulare dopo aver srotolato uno striscione con i colori dell'arcobaleno, simbolo internazionale della comunità Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender).
fonte: http://www.repubblica.it/
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